In uscita dal 15 novembre 2019 il nuovo album “Lampi sulla Pianura”

News

Eccher Edizioni Musicali srl |  Via Catena 26 – 37023 Grezzana (VR) | P.I. 02866010230 C.F. e Registro Imprese 10980430150

Se non ora, quando?
(M. Bubola)

Hai bisogno di luce, hai bisogno di riposo
hai bisogno di quiete, hai bisogno di lavoro
il tuo cuore di un compagno, la tua anima di un re
hai bisogno di tutti e specialmente di te

Hai bisogno di libri e di domeniche piovose
Hai bisogno di sole e di domeniche ventose
quando le trecento eliche del cuore gireranno
ti alzerai sull’orizzonte cancellando ogni affanno

E’ da un po’ di tempo che non fiorisci più
che non canti al mattino e non splendi di sera
quando passi ed esci lungo la ringhiera
Se non ora, quando? Puoi dirmelo tu
fermerai la catena, il rosario dei giorni
che ti smagra lo sguardo sempre più

Hai bisogno di stanze forti d’ombre e di richiami
con limoni sulla porta e sentinelle di geranei
di dare aria ai desideri come a un abito da sposa
di dormire a pugni chiusi come un angelo o una rosa

Hai bisogno di neve e di un perdono silenzioso
hai bisogno di svegliarti in un bosco prodigioso
di riuscire a scordare non ricordi più che cosa
di provare a distinguere la difesa dall’accusa

E’ da un po’ di tempo che non fiorisci più
che non canti al mattino e non splendi di sera
quando passi ed esci lungo la ringhiera
Se non ora, quando? Puoi dirmelo tu
fermerai la catena, il rosario dei giorni
che ti smagra lo sguardo sempre più

(solo) levare!

Hai bisogno di bere da un sorriso contagioso
hai bisogno di inciampare su un amore inesploso
i chilometri di lacrime i tuoi occhi allargheranno
come insetti sopra i campi i tuoi sogni torneranno

E’ da un po’ di tempo che non fiorisci più
che non canti al mattino e non splendi di sera
quando passi ed esci lungo la ringhiera
Se non ora, quando? Puoi dirmelo tu
fermerai la catena, il rosario dei giorni
che ti smagra lo sguardo sempre più

Lampi sulla pianura
(M. Bubola)

Mille lampi giù sulla pianura
Temporali sopra la città
È cessata infine la paura
E la Luna sta arrivando qua

Mille corvi gracchiano nel vento
seguono la nera Eternità
scende l’oro, sale su l’argento
E la Luna sta tornando qua

Sorridi in cielo
stendi il tuo velo
verrà l’età dell’oro sopra i fiumi e le città

Risplendi in cielo
con il tuo velo
verrà l’età dell’oro dentro i cuori e li aprirà

Basta giorni tristi e disperati
giù dal trono la Mediocrità
Basta urla, lacrime e latrati
Torna Luna io ti aspetto qua

Sorridi in cielo
stendi il tuo velo
verrà l’età dell’oro sopra i fiumi e le città

Risplendi in cielo
con il tuo velo
verrà l’età dell’oro dentro i cuori e li aprirà

Salgo sulle scale del Silenzio
ed il cielo è un grande Luna Park
giro sulla ruota contro il Tempo
e Luna torna alla mia età

Sorridi in cielo
stendi il tuo velo
verrà l’età dell’oro sopra i fiumi e le città

Risplendi in cielo
con il tuo velo
verrà l’età dell’oro dentro i cuori e li aprirà…

Il Fiore d’Inghilterra
(M. Bubola)

Queen Jane nel suo travaglio da nove giorni o forse più
Le sue donne erano stanche, non ne potevan più.
Oh, non ne potevan più!

Brave donne, brave donne, venite tutte a me vicino
tagliereste qui il mio fianco per cercare il mio bambino.
Per cercare il mio bambino?

Oh no! Gridarono tutte È qualcosa che non possiamo far!
Chiameremo Re Enrico per vedere che dirà.
Per sapere che dirà!

Re Enrico fu avvisato, e in attimo comparve lì davanti.
Disse – Come stai, mia Lady? Hai gli occhi così stanchi.
Hai gli occhi tanto stanchi!

Re Enrico, dolce Enrico, ti prego fatti più vicino?
Taglieresti qui il mio fianco, per cercare il mio bambino.
Per cercare il mio bambino!

Oh no! gridò re Enrico È qualcosa che fare non possiamo!
Se perdessi il fiore d’Inghilterra, non perderò anche il ramo.
Oh, no non perderò anche il ramo!

Furon canti, fuochi e balli quando nacque il principe bambino,
ma la povera Queen Jane, è fredda nel mattino.
È già neve nel mattino!

Mi chiamo Anita
(M. Bubola)

Oggi rinasco con te, mi chiamo Anita.
Mio generale per te darò la vita!
Le signorine per bene non hanno attrazione
per un amore che viene come un ciclone!

Ed io ti porto con me, mia señorita
tra questo oceano di vento e la pampa infinita!
Le signorine per bene non domano i cavalli
non s’innamorano mai di eroi senza soldi!

Hai, haia, hia, hiai, mio Garibaldi!
Hai, haia, hia, hiai, a morte i codardi!
Hai, haia, hia, hiai per ogni addio
Hai, haia, hia, hiai amore mio

Ed io ora fuggo con te, mi amor por la vida!
Col cuore mio che rimbalza e la sorte sfida!
Le signorine per bene non dormon per terra
coi cani, i ribelli e la pioggia, non fanno la guerra!

Ed io ti stringo a me, coi nostri destini.
Sconfitti, feriti, braccati e clandestini!
Le signorine per bene non han rivoltella
né bandoliere o stivali o sciabole in sella!

Hai, haia, hia, hiai, mio Garibaldi!
Hai, haia, hia, hiai, in alto gli sguardi!
Hai, haia, hia, hiai, per ogni addio
Hai, haia, hia, hiai, amore mio

Ti seguirò sui sentieri scoscesi dei monti
tra sierre, paludi, torrenti e rossi orizzonti
Con i vestiti stracciati, male armati e in affanni
a batterci per la giustizia e contro i tiranni!

Hai, haia, hia, hiai, mio Garibaldi!
Hai, haia, hia, hiai, a morte i codardi!
Hai, haia, hia, hiai per ogni addio
Hai, haia, hia, hiai amore mio
Hai, haia, hia, hiai per l’ultimo addio
Hai, haia, hia, hiai amore mio

Dolce Patria
(Massimo Bubola)

Saranno api ed aquiloni a salutare
Ed i mulini come girandole nel sole
Saranno donne sopra le rive ad aspettare
In quelle case addormentate dalle cicale

Aria celeste, aria di luna e mare scuro
Dalle finestre, il cielo è giallo il cielo è nero
Dopo tempeste e avversi dei e tanta fame
Ritorneremo ai nostri tetti, al nostro pane

Hellas, Hellas, o Dolce Patria mia!
Hellas, Hellas, eterna nostalgia!
Hellas, Hellas ,dove gli dei li puoi incontrare
Oh dolce patria, mia dolce terra, mio solo amore

Poi balleremo spalle su spalle, mani su mani
bevendo ouzo, bevendo vino dalle fontane
in grandi cerchi ci abbracceremo uomini e spose
in queste piazze bianche di calce, rosse di rose

Hellas, Hellas, o Dolce Patria mia!
Hellas, Hellas, eterna nostalgia!
Hellas, Hellas, dove gli dei li puoi toccare
Oh dolce patria, mia dolce terra, mio solo amore

Hellas, Hellas, o Dolce Patria mia!
Hellas, Hellas, eterna nostalgia!
Hellas, Hellas, dove gli dei li puoi baciare
Oh dolce patria, mia dolce terra, mio solo amore
Oh dolce patria, mia dolce terra, mio solo amore

Cinque monete d’oro
(Massimo Bubola)

Figlio dimmi figlio, che ti vuoi partire
figlio dimmi figlio, dove devi andare?
Figlio dolce figlio che mi vuoi lasciare
figlio unica figlio, occhi di tuo padre

Picchia col martello picchia contro il muro
dietro quel fucile troverai un tesoro
prendi le monete sono cinque e d’oro
cucile all’interno del mantello nero

E adesso vai vai vai
sella il cavallo e poi
vai vai vai
che canta il gallo ora
vai vai vai
dove ti porta il vento vai
Vai vai vai col tuo cappello rosso
vai vai vai con il violino addosso
vai vai vai dove ti porta il vento, vai…

La moneta con la luna e con la sirena
spendila per traghettare il fiume in piena
usa la seconda con l’imperatore
dalla al mendicante che dirà il tuo nome

Quella con il falco e con la scimitarra
ai pirati in mare ed ai briganti in terra
quando falce in pugno morte arriverà
tienila tra i denti che ti salverà

E adesso vai vai vai
sella il cavallo e poi
vai vai vai
che canta il gallo ora
vai vai vai
dove ti porta il vento vai
vai vai vai col tuo cappello rosso
vai vai vai con il violino addosso
vai vai vai dove ti porta il vento vai…

La quarta con la spada che trafigge il cuore
pagherà l’anello del tuo primo amore
l’ultima col carro che trasporta il sole
devi conservarla per poi ritornare


E adesso vai vai vai
sella il cavallo e poi
vai vai vai
che canta il gallo ora
vai vai vai
dove ti porta il vento vai
vai vai vai col tuo cappello rosso
vai vai vai con il violino addosso
vai vai vai dove ti porta il vento, vai…

Quante volte si può morire e vivere
(Massimo Bubola)

In memoria di Federico Aldrovandi

Le cinque di mattina di un settembre d’oro
tornavi verso casa fischiettando un po’ da solo
Alla tua età la morte è così lontana
a diciott’anni si è immortali come chi ci ama

Ferrara è così quieta dentro le sue mura
nei viali addormentati niente fa paura
la lunga via alberata dell’ippodromo
è un fiume di memorie che ti avvolgono

Quante volte si può morire e vivere
nel ricordo, nell’amore e nelle lacrime
dentro i video e nei racconti dei tuoi amici affranti
e negli occhi di tua madre che ora son più grandi

La realtà poi vinse sulla fantasia
l’incontro con quell’auto della polizia
è stato come un fulmine a ciel sereno
è stato come se passasse sopra un treno

Quante volte si può morire e vivere
nel ricordo, nell’amore e nelle lacrime
nelle foto e dentro i sogni che hanno la tua voce
dentro gli occhi di tua madre che han cambiato luce

Cinquantaquattro colpi avevi tatuato
sul capo, sulle braccia, sopra il tuo costato
il sangue sui capelli, il volto sfigurato
sembravi un giovin Cristo dalla croce giù calato

Quante volte si può morire e vivere
nel ricordo, nell’amore e nelle lacrime
dentro i video e nei racconti dei tuoi amici affranti
e negli occhi di tua madre che ora son più grandi

Quante volte si può morire e vivere
nel ricordo, nell’amore e nelle lacrime
nelle foto e dentro i sogni che hanno la tua voce
dentro gli occhi di tua madre che han cambiato luce
dentro gli occhi di tua madre che han cambiato luce
dentro gli occhi di tua madre che han cambiato luce

Annie, Hannah
(M. Bubola)
Dedicato ad Anna Frank, 4 Agosto 1944

Biciclette ragazze come rondini
forcine, nastri e pettini
quando la guerra finirà.

Capelli lunghi e musica
lanterne e fisarmoniche
e gite in barca e bibite
quando la guerra finirà.

Dalla soffitta di Amsterdam
gli aerei passano
vanno più in là

La radio arriva da oltre il mare
buone notizie
ma c’è ancora da aspettare.

E allora scrivimi Annie, Annie, Hannah
da dove hai smesso scrivimi Annie, Annie, Hannah
da quell’agosto scrivimi
da dove tu sei

Scrivimi Annie, Annie, Hannah
che cosa aspetti scrivimi Annie, Annie, Hannah
il tuo indirizzo scrivimi
dovunque tu sei.

Vorrei incontrare il tuo sorriso
i tuoi occhi nel chiasso
del Paradiso

A noi resta un diario che finisce al rumore
di stivali e di grida
e martellate al cuore.

E allora scrivimi Annie, Annie, Hannah
da dove hai smesso scrivimi Annie, Annie, Hannah
da quell’agosto scrivimi
da dove tu sei

Scrivimi Annie, Annie, Hannah
che cosa aspetti scrivimi Annie, Annie, Hannah
il tuo indirizzo scrivimi
dovunque tu sei.


Pagine, pazienti più degli uomini
ritorneremo a scrivere
quando la guerra finirà
quando la guerra finirà
quando la guerra finirà
Annie, Annie, Hannah…

Margherita caduta in guerra
(testo M. Bubola- S. Ferro- musica M. Bubola)

Dedicata a Margherita Kaiser Parodi Orlando,
crocerossina presso la Terza Armata sul fronte orientale
durante la Prima guerra Mondiale.
Morta il primo dicembre del 1918 di febbre spagnola,
poco dopo la fine della guerra.
Unica donna sepolta nel Sacrario militare di Redipuglia

Su questa pietra ogni dolore
muore di freddo, si cuoce al sole
Su questa pietra fra centomila
ci sta il mio nome, la breve vita
Su questa pietra fra centomila
ci sta il mio nome ch’è Margherita

La rossa croce del mio destino
Io la portavo cucita al seno
A diciott’anni andare in guerra
è come scegliere tra cielo e terra
A diciott’anni andare in guerra
è come scendere dal cielo in terra

Su un letto bianco ho chiuso gli occhi
quando la febbre suonò i rintocchi
Su quella foto c’è il mio sorriso
che a darti un bacio non riuscirò
Su quella foto c’è il mio sorriso
l’ultimo bacio ti spedirò

Io che ho curato ferite in guerra
e le ferite che fa l’amore
Porto con me laggiù il mio cuore
che fiorirà tra marmo e la terra
Porto con me laggiù quel fiore
ch’è Margherita caduta in guerra
Porto con me laggiù il mio fiore
la Margherita caduta in guerra.

La Smortina
(tradizionale, arrangiamento di M. Bubola)

Tutti dìcon che sono smortina
ma è l’amor che mi rovina
Quando poi sarò sposina
i miei colori ritorneranno.

L’altra sera mi sono sognata,
di trovarmi a te vicino
Abbracciata al tuo cuscino
e mi giravo di qua e di là.

Tutti dìcon che sono smortina
ma è l’amor che mi rovina.

I Rododendri Della Sera
-Aandrea Parodi-
Queste lettere sporche di sabbia
Io porto nel cuore
La neve illumina i monti
E io continuo a sperare
Che tu possa vedere la strada di casa
E che stasera tu possa portare
in bocca una rosa
E che stasera tu possa tornare
Dalla tua sposa

Come l’uva rubata alla terra
Ti ho visto partire
Verso un fiume lontano
Che presto hai imparato ad amare
Ricordi con gioia il sapore del vino di casa
E che stasera tu possa tornare
Con in bocca una rosa
Questo vento d’aprile ti riporti a casa
Dalla tua sposa

I rododendri della sera profuman d’amore
E danzano, cantano e danzano il mio dolore
E come i larici delle montagne è stanco il mio cuore
Mezza luna che stai in alto al cielo fallo tornare

Ninna nanna
(M. Bubola)

Ninna nanna per te che ora dormi
Fra lenzuola di zucchero filato
Nel giardino del re il tuo tesoro non c’è
Ma la notte ti dona il suo oro
Ma la notte ti copre di oro

Ninna nanna per te che ora piangi
Con un sasso di mare fra le dita
Hai salvato l’onore ma hai perso l’estate
Guardi il cielo cercando le fate
Apri il cielo spiando le fate

Ninna nanna per te che ora sogni
I tuoi occhi si son chiusi con i libri
E Pierrot ammiccante ti offre il gelato
E Pulcinella saltella sul prato
Pulcinella dal sorriso malato

Ninna nanna per lo gnomo e la candela
Per il vecchio che s’addormenta nella neve
Sotto le stelle ha le mani sotto le mani ha le stelle
E la luna gli scalda la pelle
E la luna gli offre vino e frittelle